Alla Rome Future Week si comunica ballando con il workshop ideato da Daniela Abruzzini
Ascolto, fiducia, presenza, adattabilità, collaborazione: sono elementi invisibili, ma determinano la qualità delle nostre relazioni. That’s Communication!, il format ideato da Daniela Abruzzini, li rende visibili, e soprattutto sperimentabili, attraverso il linguaggio dello swing.
Abbiamo intervistato Daniela, trainer e coach e da oltre vent’anni si occupa di soft skills e sviluppo delle competenze relazionali, in vista della Rome Future Week dove presenterà questo workshop che è l’incontro tra la sua esperienza nella formazione e la passione per lo swing, in cui la danza non è il fine, ma uno strumento per osservare ciò che accade nella relazione.
Daniela, come nasce That’s Communication!?
Da una domanda che mi sono fatta ballando. Quando ho iniziato a sperimentare forme diverse di swing, in particolare Balboa e Blues, mi sono accorta che con alcune persone il movimento era fluido, naturale, quasi immediato; con altre diventava molto più difficile.
Eppure, la musica era la stessa. Allora mi sono chiesta: che cosa fa realmente la differenza?
La risposta è stata l’ascolto. Nel ballo devi percepire l’altro, coglierne intenzioni e piccoli segnali, proporre, ricevere, adattarti. Da formatrice ho iniziato a vedere un parallelismo fortissimo con ciò che accade nelle nostre relazioni.
Da lì è iniziato un viaggio: ho cominciato a collegare quello che sperimentavo nel corpo con ciò che da anni portavo nelle aule di formazione. Così è nato That’s Communication!.
Che cosa porta di diverso rispetto a una formazione tradizionale sulla comunicazione?
Una cosa soprattutto: l’esperienza.
Possiamo spiegare che cosa significhi ascoltare, fidarsi, adattarsi o rispettare i tempi dell’altro. Qui lo sperimentiamo direttamente.
Se non ascolto, il movimento non funziona. Se impongo la mia direzione, l’altro lo sente. Se non mi fido, il corpo si irrigidisce. Se sbaglio e continuiamo a muoverci insieme, scopro che l’errore può diventare parte della relazione e dell’apprendimento.
Qualcuno che lo ha sperimentato ha definito That’s Communication! un “coltellino svizzero” della comunicazione: attraverso il movimento si può lavorare su ascolto, fiducia, leadership e followership, teamwork, conflitto, adattabilità, gestione dell’errore e collaborazione.
E non occorre saper ballare: il ballo è lo strumento, non l’obiettivo.
Il tema della Rome Future Week 2026 è “Materia Prima”. Qual è il collegamento con That’s Communication! – La Materia Invisibile?
La materia prima di qualsiasi organizzazione sono le persone e, soprattutto, le relazioni che riescono a costruire.
Tecnologia, innovazione e intelligenza artificiale stanno trasformando il nostro modo di lavorare, ma ascolto, fiducia, presenza, adattabilità e collaborazione restano quella materia invisibile che determina la qualità di un team, di un progetto, di un’organizzazione.
Il workshop nasce proprio per renderla tangibile: attraverso il movimento possiamo vedere e sentire cosa cambia quando ascoltiamo davvero, lasciamo spazio, ci fidiamo e troviamo insieme un ritmo.
Come sarà strutturato il workshop?
Sarà un laboratorio, non una lezione di danza.
Si partirà dalla percezione di sé e dal movimento individuale per arrivare progressivamente all’incontro con l’altro e con il gruppo. Attraverso semplici esperienze ispirate allo swing lavoreremo su ascolto, ritmo, spazio, fiducia, adattamento e collaborazione.
Ogni esperienza sarà seguita da un debriefing per collegare ciò che è accaduto nel corpo alle dinamiche della vita e del lavoro.
La domanda, quindi, non sarà: “Ho fatto bene il passo?”, ma: “Che cosa è successo tra me e l’altro?”
E cosa si portano a casa i partecipanti?
Forse lo racconta meglio chi lo ha già sperimentato.
Una responsabile delle risorse umane (HR) ha sottolineato l’originalità del collegamento tra swing e comunicazione efficace e la possibilità di esplorare in maniera creativa dinamiche relazionali e leadership inclusiva.
Una General Manager ha raccontato come il movimento e lo scambio dei ruoli permettano di lasciare andare tensioni e retropensieri e trovare un’intesa anche con qualcuno che ha “un passo diverso dal tuo”.
E uno studente lo ha sintetizzato così: “Quando balli con qualcuno, non puoi fingere: se non ascolti davvero, il passo non viene. Se non ti adatti, il dialogo si rompe.”
È questo che rimane: non soltanto un concetto compreso, ma un’esperienza vissuta e quindi ricordata.
A chi è rivolto?
A chiunque lavori con altre persone: team aziendali, manager, professionisti e gruppi che vogliano migliorare la qualità delle proprie relazioni e della collaborazione.
È un format accessibile: non occorre saper ballare e non sono richieste particolari capacità fisiche.
Qual è, allora, il messaggio di That’s Communication!?
Che comunicare non significa semplicemente trasmettere qualcosa. Significa entrare in relazione.
Ascoltare prima di reagire, lasciare spazio senza scomparire, guidare senza imporre, adattarsi senza perdere se stessi.
Nel ballo tutto questo diventa visibile.
E forse è proprio questo il messaggio che vorrei lasciare: la comunicazione migliore non si dice. Si danza.
📅 Giovedì 24 settembre
🕡 Dalle 17:00
📍 Metropolitano Urban Center – viale Manzoni, 34 – Roma
🎟️ Ingresso gratuito con registrazione qui





