PRIMA DELLA MATERIA Che partita sta giocando la formazione? Ne parliamo a Rome Future Week
Faccio il formatore. Progetto team building per le aziende, insegno soft skills, facilito gruppi. Lo faccio da anni, mi piace farlo, e ho una confessione da fare: una parte di quello che succede nel mio settore è teatro. Lo sanno tutti. Non lo dice nessuno.
Qualche mese fa ho letto un libro che lo dice.
Si chiama Lo scontento, lo ha scritto Beatriz Serrano, lo pubblica Einaudi. È un romanzo, non un saggio, ma racconta il mondo del lavoro con una precisione che raramente i saggi riescono ad avere. Racconta le riunioni dove si parla per un’ora senza dire niente. I colleghi che spariscono e dopo due settimane al loro posto c’è già qualcun altro con il tè matcha e l’entusiasmo di ordinanza. Il linguaggio aziendale – team, purpose, mindset – che tutti parlano e a cui nessuno crede, ma che funziona come un codice di appartenenza: se lo parli sei dentro, se non lo parli sei fuori.
Io quel linguaggio lo parlo. Ci lavoro. E il pensiero che ho avuto leggendo Serrano non è stato “che brutto, il mondo del lavoro è marcio“. È stato: io sono seduto allo stesso tavolo. Sono dall’altra parte – quella di chi progetta il team building, di chi sceglie le attività, di chi scrive il debrief – ma il tavolo è lo stesso. La stessa partita.
Questa è la parte scomoda. Non la scoperta che il lavoro è spesso una recita, quello lo sappiamo tutti. La parte scomoda è continuare a farlo sapendolo.
Ed è la parte da cui voglio partire.
Il tema della Rome Future Week di quest’anno è “Materia Prima“. Chi organizza intende le risorse fondamentali: competenze, tempo, relazioni, capacità di leggere un contesto. Tutto giusto. Ma quelle due parole si possono leggere anche al contrario: non la materia prima come risorsa da estrarre, ma la materia che viene prima. Quello che c’era prima che il lavoro diventasse performance. Prima dei KPI, dei kick-off, delle campagne “più importanti che mai“. Prima che cominciassimo a recitare.
Cosa c’era, prima?
C’era (ma bisogna dire anche “forse”, non stiamo giocando a “i bei tempi andati”) la disponibilità a fare cose di cui non vedi il ritorno. Lavorare su qualcosa sapendo che il merito andrà a qualcun altro. Investire tempo ed energia in un progetto che darà frutti tra anni, quando tu sarai altrove. Seminare perché raccolga qualcun altro.
È un’idea che a parole piace a tutti e che nei fatti è quasi impraticabile. Non perché le persone siano egoiste intrinsecamente. Piuttosto perché il sistema in cui lavoriamo ha eliminato le condizioni che la rendono possibile. Se l’unica cosa che conta è ciò che è visibile, misurabile, attribuibile a te, e solo oggi, subito, allora tutto ciò che non lo è semplicemente non esiste. Non c’è un KPI per la generosità. Non c’è un OKR per il lavoro invisibile. Non c’è un modo di mettere nella valutazione annuale “ho seminato perché raccogliessero altri”.
E allora si recita. Si fa il team building vuoto di senso e che nel vuoto ci accelera. Si scrivono i post su LinkedIn con la lezione universale e gli hashtag motivazionali. Si parla di growth, mindset, purpose, si imparano degli acronimi tutti speciali e sotto c’è lo scontento. Quello vero, diffuso, che quasi tutti riconoscono e quasi nessuno nomina.
A settembre porto questa roba alla Rome Future Week. Si chiama “Prima della materia” ed è 60 minuti in cui si dice quello che di solito non si dice.
Non è un talk motivazionale. Non offro soluzioni, non ho un framework in cinque punti, non c’è il momento in cui vi dico cosa dovete fare il lunedì dopo.
È una conversazione con il pubblico, tirato dentro e non seduto ad ascoltare, su cosa significherebbe prendere sul serio l’idea di lavorare per qualcosa di più grande di quello che puoi rivendicare come tuo.
Non so esattamente dove si arriva. Ma so da dove si parte: da un formatore che sale sul palco e ammette di essere parte del gioco che sta raccontando. Che è l’unica posizione da cui, forse, ha senso parlarne. Per arrivare da nessuna parte, ma arrivarci scomodi.
📅 Venerdi 25 settembre
🕡 Dalle 10:00
📍 Casa del Municipio – Via Galilei, 53 – Roma
🎟️ Ingresso gratuito con registrazione qui





