L’autenticità dell’Umano alla Rome Future Week 2026

Rome Future Week L'autenticità dell'essere umano

Alla Rome Future Week workshop sul rapporto tra essere umano ed intelligenza artificiale

 

Viviamo una fase di trasformazione profonda. Digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando il modo in cui lavoriamo, decidiamo, comunichiamo e costruiamo relazioni professionali.
Ma proprio l’AI, invece di portarci soltanto a chiederci che cosa le macchine sapranno fare meglio di noi, può offrirci un’occasione preziosa: guardare con maggiore consapevolezza a ciò che vogliamo mettere al centro dell’esperienza umana e professionale.

Quali dimensioni dell’umano sono necessarie per costruire organizzazioni capaci non soltanto di funzionare, ma di tutelare, valorizzare e dare spazio alla persona?
Scelta, creatività, relazione, responsabilità, cura, capacità di generare qualcosa di nuovo e di interrogarsi sull’impatto delle proprie decisioni sulle persone, sulla società e sull’ambiente diventano allora dimensioni centrali.

“L’autenticità dell’Umano” nasce da qui: non per contrapporre essere umano e intelligenza artificiale, ma per utilizzare questa trasformazione come occasione per riscoprire e scegliere consapevolmente quale umano vogliamo portare nel futuro.
Ne parliamo con Emanuela Scarpone ed Emanuela Vallero, creatrici e conduttrici del workshop alla Rome Future Week

Come è nata l’idea di questo evento e qual è il collegamento con il tema di quest’anno della Rome Furure Week dal titolo “Materia Prima”?

Il tema “Materia Prima” ci ha provocate immediatamente. Lavorando con persone e organizzazioni ci siamo chieste: qual è oggi la materia prima fondamentale di un’organizzazione che vuole evolvere?

La prima risposta è stata: le persone. Ma immediatamente è nata una seconda domanda: possiamo davvero considerare una persona una “materia prima”?
Una materia prima viene utilizzata, trasformata, ottimizzata. L’essere umano è qualcosa di più: porta con sé dignità, storia, relazioni, fragilità, possibilità di scelta, creatività e capacità generativa.

L’intelligenza artificiale rende questa domanda ancora più attuale. Più aumenta ciò che possiamo affidare alla tecnologia, più diventa importante interrogarci sull’idea di persona e di organizzazione che vogliamo costruire.
Per noi, quindi, “Materia Prima” diventa anche una provocazione: non soltanto quali risorse abbiamo a disposizione per costruire il futuro, ma quale idea di umano vogliamo mettere all’origine di quel futuro.

Se dovessi riassumere il workshop in una parola quale scegliereste?

Generatività.
La capacità, cioè, di non limitarci a reagire a ciò che sta accadendo, ma di contribuire intenzionalmente a creare qualcosa che prima non c’era: nuove possibilità, nuove relazioni, nuovi modi di lavorare e nuovi significati.

L’AI può ampliare enormemente le nostre possibilità. Ma rimane aperta una domanda fondamentale: al servizio di che cosa vogliamo utilizzare queste possibilità?
Essere generativi significa per noi esercitare scelta, creatività e responsabilità, considerando l’impatto di ciò che facciamo non soltanto sulla performance, ma sulle persone, sulle relazioni, sulla società e sull’ambiente.

Cosa sperimenteranno concretamente i partecipanti?

Non assisteranno semplicemente a un workshop: saranno parte attiva della sua costruzione.

Attraverso domande, ascolto, confronto a coppie e in piccoli gruppi, dilemmi decisionali e momenti di progettazione condivisa esploreremo alcune dimensioni fondamentali dell’umano: relazione, scelta, discernimento, responsabilità, cura e generatività.

Ci chiederemo, per esempio, che cosa accade quando una decisione tecnologicamente possibile ed efficiente coinvolge persone e conseguenze. Oppure come potrebbe essere un ambiente di lavoro nel quale persone e AI collaborano davvero bene, senza misurare il risultato soltanto in termini di velocità e produttività.

Vogliamo sperimentare concretamente il valore dell’intelligenza collettiva: pensieri, emozioni, esperienze e prospettive differenti che, entrando in relazione, possono generare qualcosa che nessuna persona avrebbe costruito nello stesso modo da sola.

A chi è rivolto questo workshop?

Si rivolge a chi lavora con le persone e contribuisce a progettare il futuro delle organizzazioni: chi opera in ambito HR e People Culture, manager, leader, coach, formatori e formatrici, chi lavora con i talenti e chi accompagna processi di innovazione, cambiamento e digitalizzazione. Ma si rivolge anche a chi sente che la trasformazione tecnologica non pone soltanto una questione di competenze da aggiornare.

L’AI ci pone davanti a una questione più ampia: quali organizzazioni vogliamo costruire e quale spazio vogliamo dare alla persona al loro interno?
Perché innovare non significa soltanto introdurre nuove tecnologie. Significa anche interrogarsi sull’impatto che le nostre scelte producono sulle persone, sulle relazioni, sulla società e sull’ambiente.

Che cosa porteranno a casa i partecipanti?

Ci piacerebbe che uscissero dal workshop con nuove domande, nuovi criteri di scelta e nuove possibilità.

Domande da portare nelle proprie organizzazioni quando si parla di AI, persone e futuro del lavoro. Criteri per valutare una scelta non soltanto sulla base di ciò che è più veloce, efficiente o tecnologicamente possibile, ma anche rispetto al valore che genera e all’impatto che produce. E, soprattutto, uno sguardo diverso: vedere l’AI non soltanto come qualcosa a cui delegare attività, ma anche come un’occasione per diventare più consapevoli di ciò che vogliamo continuare a esercitare e sviluppare come esseri umani. Porteranno con sé anche le relazioni nate dal confronto e dall’intelligenza collettiva del gruppo.

Se dovessi lasciare un messaggio a chi sta leggendo questo articolo, quale sarebbe?

Forse una delle opportunità più interessanti che l’intelligenza artificiale ci offre è proprio quella di costringerci a guardare con occhi nuovi ciò che davamo per scontato.
Non dobbiamo necessariamente dimostrare di essere più veloci, più efficienti o persino più intelligenti delle macchine. Possiamo invece chiederci quale valore vogliamo generare attraverso ciò che ci rende profondamente umani.
Scelta, relazione, creatività, discernimento, responsabilità e cura possono diventare le fondamenta di sistemi professionali capaci di valorizzare la persona e, contemporaneamente, di utilizzare pienamente le possibilità offerte dalla tecnologia.

La domanda che vorremmo lasciare è quindi questa: se l’AI amplia ciò che possiamo fare, siamo pronti a scegliere con maggiore consapevolezza ciò che vogliamo continuare ad essere?

 

📅 Venerdi 25 settembre
🕡 Dalle 14:30
📍 Metisteatro – Via Foligno, 1D – Roma
🎟️ Ingresso gratuito con registrazione qui

L’autenticità dell’umano

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